Acquisizione LinkedIn e WhatsApp: una battaglia fra colossi

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AndroidPIT-Microsoft-eats-linkedinIl mondo attuale è pieno di idee che, grazie al loro impatto social, si sono trasformate in start up che oggi non solo raccolgono una base di svariati milioni di utenti, ma che valgono anche decine di miliardi. E come ben saprai, se una cosa comincia a diventare di grande successo, passa poco tempo prima che i grandi colossi ci mettano sopra le mani. È il caso recentissimo di LinkedIn, acquistato da Microsoft per la spaventosa somma di 26,2 miliardi di dollari: l’ultima (ma solo in ordine temporale) di una lunga serie di acquisizioni societarie illustri, in una sorta di replica di quanto già successo nel mondo dell’editoria cartacea una decina di anni fa.

LinkedIn e WhatsApp: è battaglia fra colossi

L’acquisizione di LinkedIn da parte di Microsoft è stata l’esatta replica di un’operazione che, poco più di un paio di anni fa, aveva fatto tremare le fondamenta di Wall Street: nel febbraio del 2014, infatti, Facebook ufficializzava il suo status di potenza digitale acquisendo WhatsApp per 19 miliardi di dollari. Le analogie fra le due operazioni sono tante: entrambe le applicazioni hanno mantenuto e manterranno il loro marchio, agendo in modo indipendente e garantendo ai due colossi una massiccia penetrazione in un mercato altrimenti irraggiungibile per loro. Eppure dietro questa scelta, si cela un motivo che forse ancora non hai avuto modo di intuire, ma che noi possiamo spiegarti.

Microsoft e Facebook: un eco-sistema che prende forma

Il web conta al suo interno centinaia di applicazioni di messaggistica e di social network che vengono quotidianamente utilizzati dagli utenti, sia per scopi ludici che per impegni lavorativi. Quasi nessuno, però, arriva ad intuire che, in realtà, molte di queste applicazioni sono state acquisite da poche società, con lo scopo di creare un business network che possa permettere alle suddette di penetrare il mercato 2.0 sfruttando mercati già floridi e fidelizzati. I vantaggi sono ovviamente enormi, perché i colossi possono sfruttare tali canali per sponsorizzare i propri prodotti o servizi, e per tentare di coinvolgere i tantissimi utenti in progetti che, altrimenti, avrebbero richiesto milioni di dollari spesi in campagne di marketing. Oggi stiamo dunque assistendo ad un eco-sistema sempre più definito, ed in mano ad un duopolio che si contende a suon di miliardi tutto ciò che di interessante nasce sul web.

Microsoft punta il business del lavoro

Microsoft, più di Facebook, ha improntato una strategia di acquisizione che negli anni l’ha portata al centro del business del lavoro digitale. E non è un caso che la società di Bill Gates si sia spinta così avanti, acquisendo il social network professionale per eccellenza: LinkedIn. Un’operazione che va a concludere un giro di acquisizioni che, negli anni, ha portato anche Skype (pagato 8,5 miliardi di dollari nel 2011) e Yammer (1,2 miliardi nel 2012) sotto il controllo della Microsoft. Ed allora ecco che il network prende forma: chi è interessato a sfruttare il web per lavorare, deve necessariamente passare dai canali della Microsoft che, gioco forza, ha l’opportunità di sponsorizzare i suoi prodotti mirati ai businessman di oggi e di domani. Parliamo ovviamente della suite Office, fondamentale per chiunque lavori con i documenti online, e dei device elettronici come Continuum e Lumia 950, pensati proprio per chi sfrutta Internet in modo professionale.

È lecito attendersi una risposta da Facebook?

E Facebook? In passato la piattaforma di Mark Zuckerberg aveva già messo a segno colpi notevoli in fatto di acquisizioni, portando sotto la sua ala campioni d’incassi come WhatsApp e mostrando essa stessa un forte interesse ad acquisire LinkedIn: un’operazione non andata a buon fine, forse per via delle grosse cifre in ballo e dei tentennamenti legati all’effettiva utilità del social network professionale per i piani della società di Mark Zuckerberg. Da questo punto di vista, infatti, Microsoft aveva necessità più impellenti, visto lo scarso successo ottenuto da Windows 10 Mobile, dall’acquisizione di Nokia e in generale dai suoi smartphone. Inoltre, Facebook potrebbe aver scelto di tirarsi indietro per via di un piano rischioso, ma comunque lodevole: creare la propria piattaforma di connessione per lavoratori e figure professionali. Non va infatti sottovalutato il lancio di Facebook At Work: un social che si pone come obiettivo quello di creare un network di lavoratori, sfruttando il grande bacino di utenti già presente su Facebook.

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